Cna giovani Imprenditori La Spezia interviene in relazione al tema della fuga di giovani e di talenti che rappresenta un freno diretto alla competitività del sistema produttivo nazionale e locale.
I dati sono allarmanti: negli ultimi tredici anni 630 mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia, con un saldo negativo di 441 mila unità. Solo nel 2024 si contano 78 mila partenze, un numero pari a quasi un quarto delle nuove nascite. Un fenomeno che coinvolge sempre più anche le donne, oggi oltre il 50% degli emigrati in molte regioni del Centro-Nord. A riportare questi dati è il Rapporto CNEL (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro) 2025 su “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, un’analisi che restituisce con chiarezza la dimensione strutturale della fuga dei giovani qualificati e il suo impatto sul capitale umano, sul tessuto produttivo e sul futuro economico del Paese.
A quanto riportato si aggiungono i numeri degli iscritti all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, che registrano per la provincia spezzina un incremento negli ultimi cinque anni dai circa 18mila ai 20mila richiedenti.  L’emigrazione è, inoltre, fortemente selettiva: oltre il 42% dei giovani che lasciano il Paese è laureato, con punte che raggiungono il 50% in alcune regioni. Il capitale umano perso, considerando l’investimento pubblico e familiare, è stimato in 159,5 miliardi di euro, pari al 7,5% del PIL nazionale. Un impoverimento che pesa direttamente sulla capacità di crescita e innovazione delle imprese. Il confronto internazionale evidenzia una marcata debolezza competitiva: tra il 2011 e il 2024, per ogni giovane proveniente da Paesi avanzati che arriva in Italia, nove giovani italiani scelgono di partire. Regno Unito, Germania e Svizzera restano le principali destinazioni, mentre solo l’1,9% dei giovani stranieri sceglie l’Italia per studiare o lavorare.
“Questi numeri ci dicono che non siamo di fronte a una scelta individuale, ma a un problema sistemico – dichiara Alessandro Ferretti, Presidente di CNA Giovani Imprenditori La Spezia -. Se i giovani lasciano l’Italia è perché non trovano un ecosistema capace di valorizzarne competenze, idee e ambizioni. Fare impresa nel nostro Paese ha rappresentato per lungo tempo uno dei principali strumenti di mobilità sociale, un vero e proprio ascensore capace di trasformare talento e impegno in opportunità. Oggi questo meccanismo appare inceppato. Rimetterlo in funzione significa agevolare concretamente l’attività d’impresa, creando le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio futuro qui. Solo politiche che sostengano davvero l’iniziativa imprenditoriale, semplifichino l’accesso al mercato, premino il merito e accompagnino chi investe in idee e competenze possono trattenere i talenti e invertire il trend negativo dell’emigrazione giovanile. Le imprese, in particolare le micro e piccole, faticano sempre più a reperire competenze avanzate e profili qualificati, indispensabili per affrontare le transizioni digitale, ecologica e organizzativa. Servono percorsi di crescita, formazione di qualità e un contesto che renda possibile avviare e sviluppare un’attività senza ostacoli inutili. Come CNA lavoriamo con costanza per creare nel territorio condizioni affinché i giovani trovino percorsi di studio mirati, nelle scuole superiori e nell’università, per un proficuo inserimento nel tessuto produttivo locale, e già durante gli studi vengano preparati meglio all’ingresso nel mondo del lavoro con PCTO organizzati al meglio. Investire sull’imprenditorialità giovanile significa investire sul futuro stesso dell’Italia” conclude il Presidente di CNA Giovani Imprenditori La Spezia Alessandro Ferretti.
Il Rapporto CNEL indica una chiara direzione: istituzioni, imprese e università devono lavorare insieme per rendere l’Italia un Paese più attrattivo, dinamico e inclusivo. Per CNA Giovani Imprenditori, questa è una priorità strategica: trattenere i giovani non è solo una questione sociale, ma una condizione essenziale per la crescita delle imprese e la competitività.

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