Le associazioni di categoria rappresentanti le imprese della filiera della costruzione, CNA, ANCE, Confartigianato e Confedilizia hanno incontrato stamani l’Assessore al bilancio Alberto Giarelli insieme all’Ufficio Tecnico del Comune e a Spezia Risorse in relazione alla spinosa questione delle lettere di “richiesta di pagamento di conguaglio” arrivate alle imprese che avevano fatto richiesta di occupazione del suolo per allestire ponteggi o per ristrutturare edifici. La vicenda riguarda l’applicazione tardiva dei nuovi canoni di occupazione, i cui rincari sono stati deliberati e sono stati trasmessi al gestore informatico per il versamento delle nuove tariffe, ma le stesse non sono state correttamente recepite e di conseguenza non comunicate e applicate alle aziende al momento della richiesta iniziale.
Il risultato è una pioggia di richieste di integrazione economica che piomba sui bilanci aziendali a lavori spesso già conclusi o preventivati da tempo. Le associazioni hanno espresso forte disappunto per una situazione che appare paradossale perché le imprese hanno agito in totale buona fede, pagando quanto richiesto dagli uffici competenti sulla base dei bollettini emessi. Il mancato aggiornamento dei sistemi o la mancata comunicazione interna tra i vari settori comunali ha generato un corto circuito burocratico i cui costi non possono e non devono essere scaricati interamente sulle spalle del tessuto produttivo locale.
Sulla questione sono intervenuti con decisione i responsabili di categoria di CNA, ANCE, Confartigianato e Confedilizia e gli imprenditori del settore edile che commentano congiuntamente: “Siamo di fronte a una situazione estremamente spiacevole e profondamente ingiusta. Stiamo parlando di circa 600 cartelle in arrivo e, di conseguenza, migliaia di famiglie a cui andranno ribaltate le richieste. Le imprese non possono farsi di certo carico dell’inefficienza o dei ritardi di comunicazione degli uffici comunali o dei soggetti gestori.
Quando un imprenditore pianifica un cantiere lo fa basandosi su costi certi: vedersi recapitare richieste di conguaglio a distanza di anni, per errori non imputabili alla propria condotta, altera la programmazione economica e mina il rapporto di fiducia tra Pubblica Amministrazione, le aziende e il cittadino. Non contestiamo la legittimità del rincaro in sé, se deliberato nelle sedi opportune, ma contrastiamo la modalità e la tempistica. Chiediamo che l’Amministrazione trovi una soluzione che non penalizzi chi ha sempre operato nel rispetto delle regole”.
L’incontro odierno si è concluso con l’accordo tra le parti nel ritrovarsi nei prossimi giorni per sviluppare celermente delle proposte concrete per la risoluzione della questione.

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